Il futuro del Portogallo passa per il superamento dell'era Cristiano Ronaldo
Le recenti prestazioni della nazionale di calcio portoghese hanno attirato grande attenzione, concentrandosi in particolare sul comportamento di Cristiano Ronaldo. Insoddisfatto del minutaggio concessogli contro la Norvegia, Ronaldo ha scelto di boicottare gli allenamenti e di lasciare la nazionale. L'iconica divise calcio numero 7 non figurerà più nella formazione titolare; Ronaldo deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il nuovo commissario tecnico, Jorge Jesus, è ben consapevole delle decisioni disastrose prese dal suo predecessore. Non intende affidarsi esclusivamente a Ronaldo per ottenere risultati, ma punta alla vittoria attraverso il gioco di squadra. La fiducia di Jesus deriva dalla striscia vincente della squadra. Non è la prima volta che Jesus allena Ronaldo; i due hanno già lavorato insieme all'Al-Nassr FC. Se a livello di club il potere decisionale di Jesus era limitato, in nazionale gode di ampia autonomia: può scegliere i giocatori in base alla situazione della partita anziché alla loro fama. Proprio quel vantaggio di cui Ronaldo andava fiero sta venendo meno, dimostrando che la nazionale portoghese può funzionare anche senza di lui.
Dopo aver lasciato la Juventus, Ronaldo ha preso una serie di decisioni irrazionali. Le scelte dettate dall'emotività possono andar bene nella vita privata, ma il calcio professionistico richiede razionalità. Ronaldo ha tentato di usare il boicottaggio degli allenamenti e la minaccia di abbandono come strumenti di pressione sulla nazionale, ma la squadra si è rifiutata di concedergli un'uscita di scena dignitosa. Forse l'onore legato alla divise Portogallo non può fondarsi su imprese individuali; la UEFA Nations League ha messo a nudo l'ipocrisia che circondava la squadra. La nazionale portoghese è unita alla maggioranza dei tifosi, lasciando Ronaldo su una posizione opposta.